Alessandri Lorenzo

BIOGRAFIA E OPERE

Alessandri Lorenzo, passò suoi primi anni d’infanzia sono narrati nella raccolta di memorie ‘Zorobabel’: completamente autodidatta, a 13 anni Alessandri iniziò a incidere il linoleum, mentre due anni più tardi dipinse il suo primo quadro a olio. Sul finire della Seconda guerra mondiale aprì il suo primo studio, chiamato la Soffitta macabra. Nell’immediato dopoguerra Alessandri perfezionò lo studio dal vero dal maestro del carboncino Giovanni Guarlotti, che però rifiutò di insegnargli l’uso del colore. È proprio in questo periodo che Alessandri creò personaggi fantastici a china, conosciuti come i pascal. Nel 1954 fondò il piccolo periodico La Candela, sul quale pubblicò lavori di entrambi i generi, china e carboncino, e le sue prime acqueforti. Perfezionò una suo caratteristico gusto del colore, con pennellate e tecniche diverse, realizzando su masonite molti nudi al naturale, ritratti e paesaggi notturni. Dal 1959 disegnò soprattutto le bambole. Nel 1964 lanciò l’idea di una corrente artistica che si opponeva alle neoavanguardie unendo fantasia e surrealismo e fondando l’omonima rivista Surfanta. Del gruppo facevano parte: Abacuc (Silvano Gilardi), Lamberto Camerini, Enrico Colombotto Rosso, Giovanni Macciotta, Mario Molinari e Raffaele Ponte Corvo. Il movimento, pur sciogliendosi nel 1972, fu con tenacia divulgato da Alessandri che sino alla morte sentirà la sua appartenenza Surfanta. Pur essendo un fervente cattolico, oltre che disegnare scene macabre, in questo periodo si dedicò anche agli studi di occultismo, esoterismo e massoneria, diffondendo goliardicamente leggende legate al mondo dell’occulto, una per tutte quella di presenze extraterrestri sul Monte Musinè, un basso monte alle porte di Torino celebre per la sua fama legata già in precedenza al mistero. Dal 1962 al 1975 poi, dipinse delle tavole a olio su legno, in raccolte chiamate Bestie e Donne e Doppie. In questo periodo si trasferì in una casa-studio presso Giaveno. Negli anni seguenti, i suoi personaggi pascal entrarono nella pittura ad olio in scene di paesaggi notturni, cittadini e rurali, creando la serie dei “Posti”. Dal 1989 al 1995 concluse una serie di 33 interni (“Camere”) collegati fra loro da un filo narrativo, nei quali gli stessi personaggi fantastici, unitamente a creature improbabili e oggetti imprevisti, costituiscono un racconto ideale e simbolico. La sua attività proseguì fino agli ultimi anni di vita, dove oltre che pittore e incisore si dedicò anche alla poesia. Alla fine della sua vita aveva creato oltre 900 chine pascal, centinaia fra acquerelli, tempere e tecniche miste, 170 acqueforti, oltre 100 xilografie su legno di testa, di filo e su linoleum e circa 60 ex libris, molte litografie e serigrafie a più colori.

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