Scroppo Filippo

SCROPPO FILIPPO

(Riesi, 1º gennaio 1910 – Torre Pellice, 24 maggio 1993) 

Morgari Pietro

BIOGRAFIA E OPERE

Scroppo Filippo, le prime esperienze plastiche e pittoriche si intrecciano con una profonda vocazione religiosa. Nel 1934, dopo soggiorni a Roma e Firenze, si stabilisce a Torino, dove si laurea in lettere e dà corso ai propri interessi artistici, culturali, ideologici. Nel dopoguerra, avendo rinunciato agli studi teologici, il suo impegno si esprime nella scrittura (collabora, fra l’altro, alla edizione locale de “l’Unità”, ad “Agorà”, a “La Fiera Letteraria”), nella organizzazione di eventi mirati alla diffusione della cultura (mostre, conferenze, dibattiti), nella pittura, che è divenuta la sua principale attività, e nella didattica. Dal 1948 al 1980 è infatti insegnante all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, prima collaboratore di Felice Casorati, poi docente nella Scuola libera del nudo; oltre che maestro discreto e generoso nello studio privato. Assumono un valore emblematico nella sua storia umana ed artistica la serie – più di quaranta edizioni – delle Mostre d’Arte Contemporanea di Torre Pellice, che dal ’49 raggiungono gli anni novanta, offrendo una documentazione aperta e ricca dell’arte non solo italiana nella seconda metà del XX secolo. Espone per la prima volta un suo dipinto nel 1940, alla III Provinciale del Sindacato Belle Arti, a Torino; nel dopoguerra si intensificano i rapporti con artisti milanesi, romani e fiorentini e la partecipazione al dibattito ed all’attività propositiva nazionale. Espone alla Biennale di Venezia del ’48 e del ’50, alla Quadriennale di Roma del ’48 e del ’51. Con Felice Casorati, Francesco Menzio, Albino Galvano, Mino Rosso e Italo Cremona fonda la sezione torinese dell’Art Club, diventandone segretario. Nel ’49 organizza con Felice Casorati (presidente) ed Enrico Prampolini la I Mostra Internazionale dell’Art Club in Palazzo Carignano, a Torino. Nel 1950, con Galvano, è presentato da Gianni Monnet alla libreria Salto di Milano; nel ’51 partecipa all’esposizione Arte astratta e concreta presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e alla scelta di Astrattisti milanesi e torinesi alla galleria Bompiani di Milano, con rilancio l’anno successivo alla Gissi di Torino. Per l’occasione pubblica con Biglione, Albino Galvano e Parisot il cosiddetto “manifesto” dell’Arte Concreta di Torino. Nello stesso 1952 è invitato con cinque dipinti alla Biennale di Venezia, ove ritorna, con un manipolo di opere del tutto nuove, nel 1962; per la Quadriennale di Roma importante la presenza all’edizione del 1965. A metà degli anni ’50 apre una sua scuola di pittura, che diventa luogo di incontro stimolante per molti artisti torinesi.

 

 

 

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