Esposito Gaetano

ESPOSITO GAETANO

(Salerno, 17 novembre 1858 – Sala Consilina, 7 aprile 1911) 

Morgari Pietro

BIOGRAFIA E OPERE

Esposito Gaetano, appresi i primi rudimenti della pittura da Gaetano D’Agostino, fu poi allievo dell’Accademia di belle arti di Napoli, dove seguì i corsi di Filippo Palizzi, di Domenico Morelli e di Stanislao Lista. Suoi compagni di corso furono Giuseppe Avallone, Vincenzo Migliaro, Vincenzo Caprile, Giuseppe De Sanctis, Paolo Vetri, Vincenzo Volpe, ai quali era legato anche da affinità di gusto. Presente in quasi tutte le esposizioni della Promotrice di belle arti di Napoli, a partire dal 1875, quando presentò uno Studio dal vero, acquistato da Enrichetta Vonwiller – si affermò poi nella Esposizione Nazionale del 1877, con tre quadri di genere. Alle mostri della Promotrice presentò: nel 1876 i dipinti Un momento di tristezza e Marinaio tunisino; nel 1882 Vaǃ e Simm’arrivate, opere molto apprezzate da Francesco Netti, che però vi notò il pericolo di una “pittura per la pittura”; nel 1884, fuori catalogo, presrntò Peppariello, toccato in sorte a Vincenzo Volpicelli; nel 1885 Chi vuol bene vede senza essere veduto; nel 1894 In chiesa e Ricordo di Napoli; nel 1906 Grotta delle Ninfe e Palazzo Donn’Anna. Nel 1880, per concorrere al Pensionato Nazionale dell’Accademia di belle arti, eseguì due bozzetti ad olio, Cristo presentato al popolo e Cristo e i fanciulli (Napoli, Galleria dell’Accademia), oltre alla grande tela, 264×212 cm, Cristo benedice i fanciulli, che fu esposta a Torino nel 1880 – mostra che diede grande impulso all’arte partenopea – e che fu acquistata dal Ministero della Pubblica Istruzione, per la Galleria dell’Accademia di Napoli. Utilizzava spesso bambini, nei suoi quadri di genere, lasciandosi influenzare dal gusto per il “patetismo” e per gli abiti stracciati e dalla resa materica del colore di Antonio Mancini. Il colore, in Gaetano Esposito, pur molto ricco, è levigato, graduato in chiaroscuri preziosi ed accurati, alla maniera di Edoardo Dalbono. Nei ritratti, in particolare in quelli femminili a pastello, egli fa sfoggio di virtuosismo, nel padroneggiare una tecnica tonale di stampo seicentesco. Fra i suoi ritratti, si ricordano quello del pittore Pisante, olio su tela, 58,5×75,5 cm, del 1876, quello un po’ rude di Vincenzo Migliaro (Napoli, già Collezione Casciaro, ora Banco di Napoli), quello dell’Architetto Curri e quello di Giacinto Gigante, ripreso dal ritratto eseguito da Domenico Morelli nel 1865 che è al Museo di San Martino. Un dipinto famoso, che risente della sua abilità di ritrattista e nello stesso tempo della sua esperienza di pittore di genere è: In chiesa, che fu esposto a Roma nel 1893, a Monaco di Baviera nel 1896 e a Milano nel 1897 (già Napoli, Collezione Casella; ora Salerno, in collezione privata). Opera coeva è Attesa (Napoli, già Raccolta Chiarandà e oggi Collezione D’Angelo) che ricorda nella composizione Le due madri di Gioacchino Toma. Negli anni a cavallo dei due secoli, Gaetano Esposito si dedicò a pitture decorative, ad esempio gli affreschi del Caffè Gambrinus, della Camera di Commercio di Napoli e la decorazione del soffitto del Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, dove dipinse Apoteosi della Poesia.

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