Author: LOREDANA CARENA 

Giornata di confronto alle OGR di Torino per i dieci anni di Next-Level con la lectio magistralis di Louise Archer

Venerdì 12 aprile le OGR di #Torino hanno ospitato un grande evento dedicato alla scuola e incentrato sulle materie #STEM e sull’analisi in merito al rapporto tra l’organizzazione scolastica italiana e quella europea.

All’incontro, durato l’intera giornata e organizzato da Next-Level, per i dieci anni di attività nell’ambito della didattica innovativa e dell’orientamento scolastico, hanno partecipato circa 500 ragazzi e ragazze, provenienti da 6 istituti secondari di primo grado, 80 tra docenti e dirigenti scolastici, 18 ricercatori universitari, 23 musei, 45 orientatori tra role model aziendali ed esperti, la massima esperta europea di Capitale Scientifico, Louise Archer, protagonista di una lectio magistralis, 100 famiglieistituzioni regionali.

La giornata di studi e di confronto si è presentata come un momento di riflessione conclusivo su uno dei numerosi progetti ideati da Next-Level, ovvero Next-Land, progetto giunto alla sua seconda edizione e nato nei quartieri di Torino Barriera di Milano, Aurora e Lucento, contesti urbani caratterizzati da gravi fattori di marginalizzazione socioeconomica e da una significativa concentrazione di giovani.

Del progetto fanno parte non solo la rete scuola e formatori, ma anche eccellenze delle imprese italiane, di musei e università, uniti dalla finalità di restituire alle istituzioni scolastiche, in particolare a quelle di periferia, il proprio ruolo di motore trasformativo della società civile.

Lavorare con la scuola oggi significa affrontare nuovi linguaggi, interfacciarsi con generazioni cresciute interamente nel mondo digitale e, nel caso delle scuole di periferia, avere la capacità di affrontare con intelligenza temi delicati come la disuguaglianza e l’abbandono scolastico. Noi di Next-Level crediamo che queste sfide non possano e non debbano essere affrontate da soli. Non si può delegare alla sola scuola il compito di abbattere le barriere sociali – ha spiegato Caterina Corapi, Fondatrice di Next-Level – È un lavoro continuo che richiede lo sforzo di tutti. Per questo, in 10 anni di attività, abbiamo costruito una comunità straordinaria di persone che non arretrano quando la partita è difficile. Il nostro lavoro è quello di diventare alleati preziosi del mondo scuola, offrendo a ragazzi e ragazze punti di vista innovativi nell’approccio all’educazione e opportunità di riflessione con il mondo che li aspetta una volta terminati i loro percorsi di studio. La #sfida, che più ci appassiona, è quella di riuscire a fornire a studenti e studentesse di tutta Italia gli strumenti per comprendere e fronteggiare le prove quotidiane, accompagnandoli verso un futuro pieno di opportunità. Ma soprattutto fare in modo che non sia il luogo dove si nasce a determinare il proprio futuro, ma il reale potenziale, che spesso in questi giovanissimi è potente. 

Next-Land ha voluto potenziare la percezione positiva delle materie STEM attraverso percorsi in grado di arricchire il #POF degli Istituti, affiancando alla missione didattica anche quella del presidio territoriale. Nel 2020, anno di lancio del progetto, sono stati coinvolti 535 studenti e 80 docenti su 5 istituti del Piemonte, focalizzati sulla metodologia STEAM.

Il 76% di studenti e studentesse, coinvolti nel progetto Next-Land, andrebbe più volentieri a scuola se, in programma ci fossero più attività e laboratori come quelli proposti da Next-Level. Gli argomenti affrontati, inoltre, sono considerati così interessanti che il 68% di loro (% in crescita anno dopo anno) li vorrebbe anche durante le lezioni curricolari giornaliere. I laboratori interattivi, le uscite nei musei e nelle università, unite all’approccio ludico alle materie STEM, sono apprezzate anche dai docenti che, nel 90,7% dei casi, riscontrano miglioramenti positivi non solo in termini didattici, ma anche di clima di classe, con una maggior conoscenza reciproca tra compagni e con un aumento dei comportamenti positivi e pro-sociali. Al primo posto dei risultati riscontrati dagli alunni c’è il riappropriarsi degli spazi della loro città che, per ragazzi provenienti per la maggior parte da scuole di periferia, è un dato molto importante. L’avvicinamento alle STEM ha consentito a tutti di identificare la scienza come una materia in grado di dare risposte a domande difficili.

La ricerca condotta da Next-Level, Fondazione Agnelli, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Cagliari e Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli ha dimostrato come sia importante creare dei percorsi didattici alternativi e orientativi sin dalle scuole medie.

Nel biennio 2022/2024 Next-Land si è esteso anche a Napoli e Bari, due regioni italiane in cui solo il
38% degli abitanti possiede un diploma di scuola superiore, e dove,  prossimamente, si svolgeranno eventi gemelli a quelli di Torino: il 17 aprile a #Napoli e il 20 maggio a #Bari.

Oggi i dati non ci tranquillizzano. La media dei laureati STEM europei, rispetto ai totali, è ancora troppo bassa, 25%, senza contare che l’Italia, con il suo 24,5%, si attesta al quinto posto sui primi sette Paesi europei, diventando il fanalino di coda quando si tratta di lauree in scienze naturali e ICT – ha evidenziato Anita Montagna, direttrice scientifica di Next-Level – Un dato preoccupante, se si pensa che, per affrontare i problemi futuri, riguardanti soprattutto la transizione ecologica e i processi di economia circolare, si avrà sempre più bisogno di professionisti in questi ambiti, che già oggi sono molto richiesti dalle aziende italiane (70%), soprattutto con specializzazioni in Cybersecurity (44%),# AI e robotica (33%), Matematica e Data Science (30%).

Quali strategie attuare per migliorare l’insegnamento delle STEM in Italia?

Servono due azioni congiunte. Un primo passo è quello di creare un percorso orientativo che parta dalle scuole primarie di primo e di secondo grado e che sia in grado di dimostrare l’applicabilità nella vita quotidiana di queste materie. Un’azione successiva consiste nell’aggiornamento dell’offerta formativa attuale, pre e post diploma.

Il ritardo della scuola italiana nell’adottare corsi di laurea che siano in linea con le scoperte tecnologiche emerge da una ricerca di #Deloitte che ricorda come ci siano voluti 23 anni dall’invenzione del computer per avere il primo corso di informatica o come ne siano occorsi 35 dalla scoperta del primo virus digitale alla nascita di un corso di sicurezza informatica. A questi gap temporali si aggiungono i 20 anni trascorsi dall’invenzione dell’automazione al primo corso di ingegneria gestionale.

Forse tra 258 anni si supererà il gender gap 

Un altro ostacolo da superare, per aumentare il numero di profili STEM in Italia e in Europa, è quello del #gender gap. Le donne laureate in materie STEM, infatti, sono solo il 14,5% del totale, nonostante si laureino con punteggi elevati e in meno tempo rispetto ai colleghi uomini. Il problema si pone soprattutto dopo la laurea, quando per loro trovare lavoro risulta sempre più difficile, a causa dello stereotipo radicato nella nostra società che le scienze siano “materie da uomini”. Un vecchio e, personalmente retrogrado, retaggio culturale spiegato dal cosiddetto “effetto Matilda”. Coniato nel 1993 da Margareth W. Rossiter, descrive la natura maschilista che ha condizionato l’attribuzione di importanti scoperte scientifiche da parte di donne, assegnandole agli omologhi maschi e contribuendo così ad aumentare il gender gap che, si stima, verrà superato solo tra 258 anni.

Dalle STEM al metodo STEAM

Obiettivo dei prossimi anni è cercare di eliminare l’idea che le materie STEM siano più adatte ai ragazzi rispetto alle ragazze. E’ necessario, inoltre, rispondere alle richieste future del mercato del lavoro, che includono capacità relazionali e comunicative. NEXT-LEVEL sta lavorando proprio in questa direzione applicando, fin dalle scuole medie, il metodo STEAM, dove alle discipline come Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica (#STEM), si aggiungono  Arte e materie umanistiche (#STEAM).

Questa metodologia, sviluppata negli ultimi anni e testata anche dalla Commissione Europea, sta dando ottimi risultati nell’orientare studenti e studentesse d’Europa nella scelta di percorsi STEM. Infatti il 50% di studenti considera molto utile l’interrelazione tra discipline scientifiche e umanistiche.

Alcune informazioni su Next-Level

#Next-Level è un ente del terzo settore attivo dal 2014 nell’ambito della didattica innovativa e dell’orientamento scolastico, impegnato nella difesa del diritto allo #studio e nel contrasto alle differenze nel mondo della scuola. La sua mission è fornire a studenti e studentesse di tutta Italia gli strumenti per comprendere e affrontare le sfide quotidiane, accompagnandoli verso un #futuro pieno di opportunità.

Nel corso di 10 anni di attività, i progetti Next-Level hanno coinvolto 20 mila studenti, 990 docenti, 170 istituti, 417 tra aziende e cooperative, oltre 20 musei.  Le proposte progettuali ed operative di Next-Level sono #customizzate ai singoli contesti scolastici, sociali e territoriali in cui si inseriscono. Next-Land, Proud of You, LV8 e Dal Foglio al Microfono sono i progetti in corso nel 2024 sul territorio italiano.

Per il biennio 2024-2026 l’obiettivo è quello di aumentare del 30% il numero degli studenti e delle studentesse coinvolti attraverso l’espansione in altre aree geografiche, la partecipazione a bandi europei e nazionali, nuove partnership e un piano di comunicazione trasversale.

 

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