Gilardi Piero

GILARDI PIERO

(Torino, 1942)

BIOGRAFIA E OPERE

Gilardi Piero, figlio della pittrice e modella Cecilia Lavelli. Nel 1963 debuttò con un’esposizione neodadaista di Macchine per il futuro presso la Galleria L’Immagine di Torino. Ottenne grande fama con i Tappeti natura nel 1965: si tratta di opere realizzate in poliuretano (poliuteranismo), che riproducono in modo estremamente realistico frammenti di ambiente naturale, a scopo ludico ma anche di denuncia verso uno stile di vita ritenuto sempre più artificiale (Greto di torrente, Galleria d’arte moderna, Cagliari). A partire dal 1968 Gilardi interrompe la produzione di opere per partecipare all’elaborazione teorica delle nuove tendenze artistiche: arte povera, land art e Antiform art. Partecipa negli anni 1969 come collaboratore alla realizzazione delle prime due rassegne internazionali delle nuove tendenze internazionali Op Losses Schroeven allo Stedelijk Museum di Amsterdam e When Attitudes Become Form alla Kunsthalle di Berna (Svizzera). Lo Stedelijk Museum espone tutt’oggi, nella parte dedicata alla storia stessa del museo, parte della corrispondenza intercorsa tra Gilardi e Wim Beeren, tra i curatori del museo. Dal 1968 e per tutti gli anni settanta alla sua attività artistica si affianca la militanza politica in formazioni della cosiddetta “nuova sinistra” (sinistra extraparlamentare o estrema sinistra), abbracciando i movimenti artistici della creatività collettiva e spontanea, e operando in vari ambiti sociali, dove offre il suo contributo nell’animazione culturale di base. Vive esperienze creative non solo in Italia, ma anche in Nicaragua, in vari Paesi dell’Africa e nei territori dei nativi – americani negli USA. Nel corso degli ultimi anni ha sviluppato una serie di installazioni interattive multimediali con una intensa attività internazionale. Insieme a Claude Faure e Piotr Kowalski, ha costituito l’associazione internazionale “Ars Technica”. In qualità di responsabile della sezione italiana di Ars Technica promuove a Torino le mostre internazionali “Arslab. Metodi ed Emozioni” (1992), “Arslab. I Sensi del Virtuale” (1995), Arslab. I labirinti del corpo in gioco (1999) e numerosi convegni di studio sull’arte dei nuovi media. La maggior parte dei recenti lavori di Gilardi è accomunata da un tema, ovvero l’interazione tra opera e spettatore. Tra le diverse creazioni, si ricordano l’installazione Pulsazioni, nella quale il battito cardiaco dell’osservatore dell’opera – registrato mediante un sensore – determina cambiamenti dell’insieme; Absolut, foresta di materiali sintetici, traslucidi e freddi, Shared emotion, che coinvolge due persone in una esibizione interattiva informatica, riferendosi alle nuove modalità di approccio e di scambio nella società virtuale e globalizzata. Lavora al progetto del Parco Arte Vivente della Città di Torino dal 2002, di cui è stato presidente. È membro del Comitato di Direzione Artistica del progetto. Ha promosso il progetto del PAV – Parco Arte Vivente, che si è aperto a Torino nel 2008, nel quale si compendiano tutte le sue esperienze relative alla dialettica Natura/Cultura.

 

 

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