Acquisto pendole e orologi

L’OROLOGIO DA TAVOLO

Gli orologi da tavolo si collocano in un periodo di circa tre secoli, dal 1650 al 1950, e sono molto importanti dal punto di vista dell’ingegneria meccanica e dei loro involucri di grande valore estetico.

I primi modelli erano delle brutte copie in versione ridotta degli orologi da torre; successivamente acquisirono sempre più caratteristiche di ordine estetico, più o meno raffinate.

Nel XIV secolo gli orologi delle istituzioni si trasformarono, nei palazzi dei ricchi e nelle corti dei nobili, in orologi da tavolo. I segnatempo mutano in questo periodo la loro funzione puramente strumentale per assumere significati simbolici, adattandosi all’ambiente sociale cui sono destinati e al valore psicologico che possono evocare. Nelle case lussuose dei potenti e dei regnanti l’orologio da tavola si veste dello status del “signore” delle gesta e dei passatempi.

La tecnica di produzione dell’orologio da tavolo si diffonde soprattutto a nord delle Alpi, dove era già concentrata l’industria degli orologi.

Accanto alla costante ricerca della precisione si imposero altre due tendenze: la ricerca di ulteriori processi di miniaturizzazione e lo sviluppo del pezzo di orologeria in funzione puramente estetica.

Gli stili in Europa

In Inghilterra la tendenza fu quella di concentrare le attenzioni sul modello chiamato “orologio a colonna”, in prezioso ebano intarsiato o in sobrio noce, tipici della seconda metà del XVII secolo. Successivamente tale orologio venne arricchito e si diffuse anche l’uso del legno laccato. A causa della mole degli orologi a colonna e di quelli a lanterna era impensabile muoverli, ma esisteva anche un tipo portatile denominato “orologio da mensola”. Su scala più ridotta vennero prodotti modelli altamente avanzati dal punto di vista tecnico, che potevano essere caricati persino ogni sei mesi e dotati di una finezza di elaborazione in grado di soddisfare anche i gusti più raffinati ed esigenti; furono prodotti orologi che battevano le ore automaticamente, ritmate dal suono di un organo, dal canto d’uccellini, carillon con accompagnamento di figurine in vezzosi movimenti e parvenze di danze, tutti veri spettacoli in miniatura da ammirare e ascoltare.

Anche le casse in cui erano collocati gli orologi subirono notevoli variazioni di forma nel corso degli anni.

I primi quadranti erano privi di protezione ma, dato il facile deterioramento, si introdusse l’uso di ricoprirli. Agli inizi del XVII secolo comparvero le coperture in cristallo di rocca. Talvolta intere casse erano realizzate in questo materiale.

In un primo tempo si adottarono tutte le forme immaginabili, ma nella seconda metà del XVII secolo la forma rotonda prese il sopravvento imponendosi universalmente. In quello stesso periodo comparve la “cassa doppia” ideata con il duplice scopo di resistere agli urti e di impedire la penetrazione di polvere.

Nel corso dei secoli le casse furono realizzate utilizzando svariati materiali, da quelli poveri a quelli più preziosi, dal cristallo di rocca a materiali lapidei, con diverse tecniche di ornamento. Troviamo così, a seconda dell’epoca, incisioni, cesellature, lavoro a sbalzo, smaltatura, incastonatura di pietre più o meno preziose.

I primi equivalenti francesi degli orologi a colonna assomigliavano a orologi da camino montati su un piedestallo su cui era sistemato il pendolo, ma all’inizio del XVIII secolo comparve l’orologio Comtoise, il cui nome deriva dalla regione Franche-Compté.

Il “cartel”, pendola da muro o sorretta da una piccola mensola, acquistò popolarità in Francia, Olanda e Svezia.

La tradizione europea nel campo degli orologi a molla di piccole dimensioni non ebbe una vasta eco, poiché non si diffuse in un numero accessivo di stili. Il miglior orologiaio di tutti i tempi fu lo svizzero Abrahm Louis Breguet.

L’ultima nazione europea a conservare una tradizione valida nel campo dell’orologeria di grandi dimensioni è la Germania: notevole è l’artigianato “campagnolo” che si sviluppò nella Selva Nera intorno alla metà del XVIII secolo, la cui produzione era caratterizzata da orologi importanti con molte parti in legno. Come aggiunta al normale orologio a muro della Selva Nera nasce l’orologio a cucù.

La Svizzera, contrariamente a quanto si possa pensare, non produsse mai grandi quantità di orologi di dimensioni notevoli, preferendo concentrare la produzione sui piccoli orologi a molla.