Acquisto Icone

Per icona s’intende una raffigurazione sacra dipinta su tavola, prodotta nell’ambito della cultura cristiana bizantina e slava. Le icone erano dipinte su tavole di legno, generalmente di tiglio, larice o abete. La superficie da dipingere veniva coperta con una tela incollata con colla di coniglio che aveva la funzione di ammortizzare i movimenti del legno rispetto agli strati superiori. La tela veniva quindi ricoperta con svariate stesure di colla e gesso opportunamente levigate. Si otteneva così una superficie perfettamente liscia adatta ad accogliere dorature e pittura. Dopo un disegno sommario si procedeva con la doratura delle pieghe delle vesti, dello sfondo e dell’aureola. Si proseguiva quindi col dipingere i vestiti, gli edifici e il paesaggio. L’effetto del volume era reso mediante tratti scuri distribuiti uniformemente. Particolare cura assume la lavorazione dei volti lavorati partendo da una base cromatica scura sulla quale erano sovrapposti strati più chiari per giungere infine ai luccichii ottenuti con ocra mescolata a biacca posta sulle parti in rilievo (zigomi, naso, fronte e capelli). I volti delle icone mostrano armonia e simmetria, ottenute con precise proporzioni geometriche. I colori erano mesticati con sostanze vegetali o minerali macinate finemente e unite al tuorlo dell’uovo.

L’icona non vuole essere un ritratto realistico ma piuttosto un’immagine ideale e atemporale. Nella complessa genesi dell’iconografia cristiana, l’icona assume la propria fisionomia intorno al V secolo. Gli esemplari più antichi furono distrutti in seguito alle controversie religiose tra Oriente e Occidente mentre dopo il crollo dell’Impero Romano d’Oriente (1453) i popoli balcanici contribuirono a incrementare produzione e diffusione delle icone. L’icona nasce da una prassi esecutiva e da un patrimonio simbolico complessi e codificati per trasmettere un particolare messaggio teologico. Dalla tradizione ortodossa russa emersero tre tipologie: la Madre di Dio Orante (senza Bambino) e la Madre assieme a Gesù bambino (le cosiddette Icone dell’Incarnazione) distinta in: Madre di Dio Hodighitria (“colei che indica la retta via”) e Madre di Dio Eleusa (“immagine della tenerezza”).

L’arte dell’icona giunge in Russia da Costantinopoli e tra X e XI secolo erano già attivi atelier a Kiev. L’arte delle icone russe diventa indipendente dal mondo bizantino con l’isolamento del paese subito con la caduta di Costantinopoli nel 1204. I centri maggiori di produzione furono: Kiev, Vladimir, Novgorod e Pskov. Alla fine del XIV secolo assume crescente importanza la scuola di Mosca. Il Quattrocento sarà il secolo d’oro della pittura russa. Tra i grandi maestri: Teofane il Greco e Andrej Rublëv. Con il passare dei secoli l’iconografia tradizionale venne ad arricchirsi di temi, dettagli e scene secondarie, riflesso di culti locali e di forme devozionali popolari.

Fabergé

 

Fondata nel 1842, La Maison Fabergé fu una storica casa di gioielleria russa. Allo storico fondatore, Gustav Fabergé (ugonotto fuggito dalla natia Francia), successe il figlio Peter Carl che, nel 1882, portò l’azienda a un grande sviluppo, ingrandendo i laboratori e assumendo abili disegnatori, fonditori, incisori, smaltatori e cesellatori. Usando metalli e pietre preziose, smalti e pietre dure, produsse non solo oggetti di oreficeria ma opere in miniatura come scatole, tabacchiere, ventagli, fiori, animali, uova, figure, ritratti e sigilli. Carl ottenne dal governo il titolo di Maestro Gioielliere, il che gli permise, oltre alla firma, di porre sui suoi oggetti un marchio personale. Il nome originario fu attribuito all’azienda al fine di dare un’intonazione francese al prodotto attirando quindi la nobiltà russa che amava la cultura di quel paese. Un notevole successo arrise all’azienda nel 1872 quando lo zar Alessandro III commissionò a Peter Carl la produzione delle uova di Pasqua preziose, divenute assai celebri ed entrate in produzione per un trentennio. Nel 1885, lo zar Alessandro III di Russia concesse alla Casa Fabergé il titolo di Gioiellieri per nomina speciale della Corona Imperiale. Il successo europeo delle uova fu tale che all’inizio del Novecento fu avviata una filiale della Maison a Londra, mentre le sedi in Russia aumentarono a quattro (San Pietroburgo, Mosca, Odessa, Kiev). Fabergé divenne la più grande gioielleria della Russia. Tra il 1882 e il 1917, furono prodotti circa duecentomila oggetti preziosi. Peter Carl Fabergé presentò le proprie opere all’Esposizione mondiale di Parigi del 1900, ottenendo la medaglia d’oro mentre l’associazione dei gioiellieri parigini riconobbe a Carl il titolo di maître. Fu decorato inoltre con la croce di cavaliere della Legion d’onore. Con la Rivoluzione d’ottobre, la famiglia Fabergé dovette abbandonare la Russia e Carl Faberge morì a Losanna nel 1920. Eugène e Alexander, figli di Carl, nel 1924 fondarono a Parigi la Fabergé et Co., per la produzione di gioielli, oltre che per restaurare gli oggetti appartenuti alla storica Maison.