Valutazione
Grafica d’autore

Se possiedi opere di grafica d’autore anche intere collezioni e desideri sapere il loro valore economico o hai l’intenzione di venderle, Massimiliano Fiorio a Torino è l’esperto di cui hai bisogno. Con anni di esperienza nell’ambito sulla grafiche d’autore e una conoscenza della grafica d’arte, Massimiliano Fiorio offre servizi di valutazione e consulenza e perizie.

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La Valutazione di Grafica d’autore a Torino

Acquisto incisioni e grafica d’autore italiana ed internazionale senza limitazioni di area geografica, opere di maestri dall’ alta epoca sino agli Anni Sessanta e Settanta, quali Stefano Della Bella , Salvator Rosa, Albert Durer, Goya, Jacques Callot, Boldini, Fattori, Signorini, Antonio Fontanesi, Klinger, Giorgio Morandi, Salvador Dalì, Pablo Picasso e tanti altri ancora.

Analisi Visiva e Storica

La grafica d’autore rappresenta un’importante espressione artistica che combina tecnica e creatività. Se possiedi opere di grafica d’autore e desideri conoscere il loro valore artistico e collezionistico, Massimiliano Fiorio è il professionista da consultare.

Ricerca e Documentazione

Massimiliano Fiorio esegue una valutazione delle opere di grafica d’autore, considerando aspetti quali la tecnica utilizzata, la qualità dell’esecuzione e la provenienza. Questo assicura una valutazione accurata del loro valore.

Determinazione del Valore di Mercato

Basandosi sull’analisi visiva e sui dati di mercato aggiornati, Massimiliano Fiorio determina il valore di mercato stimato per le tue opere di grafica d’autore. Questo valore tiene conto di fattori come la domanda di mercato e la rarità dell’opera. La cosa che conta per poter definire un multiplo o la stampa, con qualsiasi tecnica eseguita, un’opera originale seriale (moltiplicata) dell’artista e la sua esplicita dichiarazione di aver realizzato un’opera seriale (moltiplicata), espressa in un documento di accompagnamento dell’opera firmato dell’artista o dall’editore, che lo certifichi e riporta il numero totale degli esemplari prodotti.

Consulenza e Raccomandazioni

Oltre alla valutazione, Massimiliano Fiorio fornisce consulenza e perizie sulla conservazione sulla grafica d’autore. Se desideri periziarle o venderle, ti guiderà nella scelta della strategia migliore per massimizzare il loro risultato economico .

Esempi di articoli che ci interessano

Piranesi, Giovanni Battista (Mogliano Veneto 1720 – Roma 1778)

Incisione: mm 560×440.

Alcune caratteristiche storiche e cenni storici

La litografia fu inventata nel 1796 secondo un procedimento piuttosto lento e costoso, inadatto alla produzione seriale di locandine. Con il processo litografico a tre pietre di Cheret, ideato nel 1880, si poté ottenere la policromia usando appunto tre pietre, per i colori rosso, giallo e blu. Prestando le dovute attenzione alla perfetta sovrapposizione delle matrici, si ottenevano così colori intensi e interessanti trasparenze e sfumature che inaugurarono lo stile del manifesto litografico moderno. Fulgido esempio di questo utilizzo fu il poster creato da Toulouse-Lautrec per il Moulin Rouge, tirato nel 1891. Durante la Belle Epoque, iniziarono a nascere in Francia mostre, riviste e negozi dedicati alle locandine.

STORICITà

Ogni paese sviluppò un proprio linguaggio specifico legato a un utilizzò altrettanto particolare. Per esempio in Francia le locandine erano dedicate a caffè e cabaret, in Italia le protagoniste erano l’opera (trattata con uno stile drammatico) e la moda. In Spagna si illustrano corride e feste; in Germania, con palesi richiami al medioevo, si annunciavano fiere e riviste. I manifesti olandesi erano invece caratterizzati da moderazione e ordine.

Toulouse-Lautrec, Mucha e Cheret, furono i principi nella tecnica litografica seguiti da Leonetto Cappiello, giunto a Parigi nel 1898. Il suo stile, rispetto a quello coevo, si concentrò maggiormente sulla semplicità e sull’immediatezza, spesso umoristica o bizzarra, adatta a catturare l’attenzione del passante comune. Il suo stile avrebbe dominato la poster art parigina fino all’avvento dell’Art Deco e di Cassandre nel 1923. Assieme a Leonetto Cappiello, al tedesco Adolf Hohenstein, a Giovanni Maria Mataloni, Enrico Sacchetti e a Leopoldo Metlicovitz, Marcello Dudovich fu uno dei padri del moderno cartellonismo pubblicitario italiano.

Intanto nuovi modi si stavano facendo avanti abbandonando l’ornamento curvilineo in favore di una struttura rettilinea e una geometrica basata sul funzionalismo. Ideatori di questo nuovo stile furono gli artisti che lavoravano nella scuola scozzese di Glasgow, quelli della Secessione austriaca di Vienna e il tedesco Deutscher Werkbund. Lucian Bernhard a Berlino e Ludwig Hohlwein a Monaco avviarono, dai primi del Novecento, un naturalismo minimalista incentrato su colori e forme piatte.

Con la prima guerra mondiale il poster assunse un ruolo di propaganda al fine di raccogliere denaro, reclutare soldati volontari e ispirare le produzioni industriali nazionali. La pubblicità americana ispirò i bolscevichi, che usarono la poster art come arma propagandistica.

Intanto le avanguardie iniziarono a dettare le nuove direttive estetiche alle quali si abbinarono i primi corsi di graphic design in Francia, Germania e Svizzera, segnando così un fondamentale passaggio dall’illustrazione alla progettazione grafica pubblicitaria. Esemplare in questo senso il lavoro dei costruttivisti russi, caratterizzato da forti diagonali, fotomontaggi e colori stridenti.

Verso la metà degli anni Venti le diverse spinte moderniste si fusero nell’Art Deco nella quale si manifestarono potenza, velocità, semplicità di forme e lettering elegante e spigoloso. Negli anni ’20 è celebre la produzione di poster a cura di Marcello Nizzoli. Durante la seconda guerra mondiale il poster svolse nuovamente un ruolo di propaganda ma questa volta la tecnica utilizzata fu l’offset caratterizzato dal classico schema a punti. Intanto divenne comune l’uso della fotografia nei manifesti. Un vero e proprio boom nell’uso dei poster si verificò nei primi anni ’50, secondo due direttive generali: una di consumo vivacemente colorato e stravagante detto “stile anni ’50” e uno aziendale chiamato “International Typographic Style”, razionale, ordinato, altamente strutturato e influenzato dalla nuova tipografia Bauhaus. Questo stile si è sviluppato in Svizzera tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’60 ed ebbe tra i suoi rappresentanti Josef Müller-Brockmann. Le qualità spensierate dello “stile anni ’50” invece ebbero come protagonisti Herbert Leupin e Donald Brun in Svizzera, Paul Rand negli Stati Uniti e Raymond Savignac in Francia.

Per citare ancora alcuni protagonisti italiani della grafica d’autore abbiamo negli anni ’40 Carlo Fisanotti e poi Nino Nanni, Franz Marangolo e Bruno Munari.

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