Piumati Giovanni

PIUMATI GIOVANNI

(Bra, 28 maggio 1850 – Col San Giovanni,  6 ottobre 1915) 

Morgari Pietro

BIOGRAFIA E OPERE

Piumati Giovanni, studia all’Accademia Albertina di Torino, prima come allievo di Enrico Gamba e successivamente, dal 1872 al 1876, di Fontanesi del quale è uno dei migliori discepoli al corso di pittura di paesaggio. Piumati è un apprezzato pittore paesaggista che, in parallelo, si dedica agli studi umanistici: nel 1871 consegue la laurea in Giurisprudenza e, nel 1878, in Lettere e Filosofia. Come pittore, Piumati espone, dal 1873, alla Società Promotrice delle Belle Arti e, dal 1874, al Circolo degli Artisti di Torino, per continuare fino alla morte. È anche critico d’arte per la “Gazzetta Piemontese”, dal 1877 al 1879, e per “La Stampa” nel 1899. Piumati, come discepolo di Fontanesi, ama dipingere paesaggi e, dal 1900, ottiene riconoscimenti per questa sua attività artistica: diventa socio onorario dell’Accademia Albertina e dirige la Società Promotrice. In occasione dell’inaugurazione del traforo del Sempione, nel 1906, Piumati espone con successo alla grande mostra nazionale del Castello Sforzesco, a Milano. Dal 1879 al 1889, Piumati insegna presso l’Università Renana di Bonn e, nel contempo, è incaricato del corso di lingua italiana e filologia al Conservatorio di Musica di Colonia, dove ha come allievo il futuro kaiser Guglielmo II. Piumati è appassionato agli studi sull’opera di Leonardo che può approfondire grazie al principe russo Théodore Sabachnikoff, suo allievo al Conservatorio di Colonia che diventa il suo mecenate. Il risultato è la pubblicazione del Codice sul volo degli uccelli, del Codice dell’Anatomia (Fogli A e B della Biblioteca Reale di Windsor e quelli del British e del South Kengsington Museum di Londra) e del monumentale Codice Atlantico della Biblioteca Ambrosiana di Milano, trascritto integralmente dietro invito dell’Accademia dei Lincei che successivamente lo pubblica. Gli studi leonardeschi lo rendono celebre presso i più accreditati ricercatori di tutto il mondo. Nonostante l’intensa attività di studioso, Piumati non trascurò mai la pittura, a cui continuò a dedicarsi prediligendo essenzialmente il paesaggio sulla scia della tradizione discendente dalla lezione di Fontanesi. Dal 1900 fu insignito di riconoscimenti per la sua attività artistica, diventò quindi socio onorario dell’Accademia Albertina ed assunse la direzione della Società Promotrice. Fra la sua clientela annoverava anche esponenti di casa Savoia e un suo quadro, Plenilunio del 1903, venne acquistato dal Museo Civico di Torino (Torino, Galleria d’Arte Moderna). Nel 1906 espose con successo alla grande mostra nazionale del Castello Sforzesco a Milano per l’inaugurazione del traforo del Sempione. Piumati dipinse paesaggi valligiani, tra cui Vecchie case al Colle di S. Giovanni, 1889; Ottobre al Colle S. Giovanni, 1889; Cortile in alta montagna, 1901; Su pel Civrari, 1906, acquistato dal re Vittorio Emanuele III.

 

 

 

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